Ecco, sono una donna, mi dovrei sentire lusingata, attratta da questa nuova prospettiva. E no! Manco lontanamente. Donna al potere, donna al comando mi provoca istintivamente repulsione e orrore.
Il potere, il potere come la società occidentale lo plasma ,è maschio, anzi, machista, prevaricatore, privo di scrupoli, machiavellico nel suo giustificare i mezzi.
E quale ambizione superiore sarebbe quella di tendere anche solo al gradino più basso di questa piramide? Quale soddisfazione in tutto questo?
E le vedo le donne al potere. Mi fanno orrore. Doppiamente orrore. Orrore per essersi perfettamente integrate in questa logica, estremamente a loro agio nei giochi e giochetti, studiano per prepararsi, studiano per atteggiarsi, studiano e faticano e sacrificano vita ed energie proprie ed altrui.
E orrore perchè sono "più brave degli uomini a fare gli uomini". Assurgono a vette altissime di arrivismo, pronte a tagliare la gola sociale a chiunque si frapponga, meglio ancora altre donne. C'è più gusto.
Ed eccole esternare narcisisticamente appagate quanto è duro per una donna "farsi strada". Come crociati in terra santa col vessillo dell'arrivismo e della falsità sempre in alto. Meglio di un uomo. Bravissime!
Mi ripugnano le quote rosa. Sia perchè detesto l'equazione rosa=donna, sia perchè porzionare la società moderna e le sue funzioni direttive in base al proprio corredo cromosomico è ridicolo.
Servirebbero la saggezza, l'esperienza, l'autorevolezza, l'empatia, l'intelligenza, la creatività. Che hanno a che fare con un macho in pantaloni o uno con i tacchi?
Se si evitassero oziose battaglie sull'uguaglianza dei sessi, estenuanti allenamenti alla competitività, discorsi in malafede su quanto è giusto il potere, forse l'umanità avrebbe tempo di guardare al proprio lato femminile e al proprio lato maschile, quelli insiti in ciascuno di noi. E si fermerebbe a coltivare, e spesso a fare pace, con entrambi. E, forse, nel migliore dei mondi possibili, a scoprire che il potere non serve.

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